La trappola: io non sono razzista, ma...
Se l'avete finita a leggere quest'articolo, è perché il titolo vi ha ingannato. La trappola può aver agito in due modi diversi:
- credete che chi ha scritto il testo sia razzista, un cane, un bastardo della peggior specie e volete proprio vedere che cosa si cela dietro quel piccolo, rivelatore, ipocrita "ma";
- siete razzisti nel profondo dell'anima, ma vi hanno insegnato a essere moralmente corretti e, quindi, a nascondere tali sentimenti; avete dunque cliccato perché cercate un aiuto a esprimere il vostro punto di vista razzista senza essere definiti razzisti e quel piccolo, simpatico "ma" fa proprio al caso vostro.
La trappola del "io non sono razzista, ma.." ha agito su entrambe le tipologie di persone descritte sopra perché:
- la sottoscritta non è razzista, ma è una paraculetta. Mi diverto così tanto a leggere la frase "io non sono razzista, ma" seguita da una serie di giustificazioni che non starebbero in piedi nemmeno se fatte di cemento armato che ho voluto farne il titolo di un mio post.
- siete affetti da razzismo, cercavate qualcuno che la pensasse come o meglio di voi per pulirvi prima del rito domenicale e quel "ma" faceva al caso vostro.
Beh, i secondi son cascati male. Vediamo se i primi, invece, saranno d'accordo con me (vi vorrei un po' partecipativi).

