C’è chi, come me, apre un blog perché non riesce a star ferma. O perché costretta a casa con punture e pasticche. (Fate voi) Quello spazio personale nasce come una scommessa, poi si trasforma. Ti trasforma. Le visualizzazioni crescono e gli amici reclamano altri racconti. I compagni di classe di tua sorella ti affibbiano nuove identità: <Daniela è una blogger?>. Magari. Io non sono nessuno. Se però essere una blogger significa ricevere il regalo di domenica, allora sì, lo voglio. Si tratta di una e-mail: il contenuto è ispirato dal mio post Voglio il conto in Cina.
Mentre leggevo, ero più che una definizione. Dalle
mie vene era partito un arco di umanità diretto chissà dove. Ha bussato a tante
porte, ma solo una si è aperta davvero. Le mie parole hanno trovato il loro
nido in Alessandra Deidda. Ed è presto colto il senso dell’incontro: l’esplosione
del riconoscersi a vicenda pur non conoscendosi.
Ale, classe 1982, è un ariete doc. Forte e decisa,
ha lasciato la Sardegna per lavorare a Shenzhen, Cina. La risposta al mio post
è forse atto dovuto per lei che quella realtà l’ha vissuta. Ma soprattutto è
dovuto perché si sente come me: dietro al tono scherzoso si cela, infatti,
tanta amarezza.
A voi la lettera di Alessandra. Afferratela, fatela
vostra, perché il coraggio di questa ragazza è un esempio per tutti.
Specialmente per chi si è trovato sempre la pappa pronta. Ma perdonateli,
perché la bellezza più profonda dell’esistenza non la concepiranno mai (e non
sanno cosa si perdono, vero Ale?).
Daniela Melis
Daniela Melis
“Ho creduto alla stessa fiaba per anni.
"L'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro". Ci ho creduto
talmente tanto che a 25anni avevo in tasca una laurea a pieni voti. Mi faccio
un tirocinio all'estero, un po' di esperienza e torno a casa!
Mio padre a 20 anni con una qualifica poteva
scegliere per chi lavorare: fare il
sacrificio di vivere lontano da casa (sì, perché Roma a quell'epoca era
in continente) o stare in terra propria (qualche lira in meno ma abbastanza da
mettere su casa e famiglia).
Con una laurea può andarmi soltanto meglio,
no?
Mentre aspetti le offerte tra cui scegliere
cominci a capire che il lavoro non busserà alla tua porta. Invii qualche
curricula, 10/20 al giorno, aggiorni la mail ogni 2 minuti e alla fine la vedi:
Re-
"La ringraziamo per l'interesse nella
nostra azienda, e le facciamo i complimenti per il suo curriculum. Al momento il nostro
staff è al completo. Terremo il suo curriculum in archivio e qualora saremo alla ricerca di una persona col
suo profilo la ricontatteremo "
Alla prima mail pensi “wow, mi
ricontatteranno”, alla terza pensi che il lavoro è alle porte, alla decima
capisci che in quella mail c'è scritto
Re-
"Il
suo curriculum non ci interessa. Ci faccia la cortesia di non rimandarlo"
Cominci a chiederti che razza di fiaba ti
abbiano raccontato per anni. Non è che ti hanno mentito: è arrivata lei, e
nessuno se l'aspettava. Mentre aspetti che la crisi passi ti fai qualche esperienza
all'estero, poi tornerai in Italia e avrai esperienza da vendere.
Contatti mezzo mondo con il tuo curriculum,
se non vuoi perdere tempo escludi qualsiasi paese che disti meno di 8 ore di
volo dal tuo. E Cina fu!
Capisci come si viveva ai tempi della rivoluzione
industriale, acqua e riso razionati, capisci che il letto a baldacchino è un
lusso. In una camerata con letti a castello se puoi avere un letto a
baldacchino significa che lavori nella stessa fabbrica di tuo marito e quel
letto chiuso da una fitta rete tappezzata con tutti i tuoi oggetti è l'unico
muro che racchiude la tua privacy. Vedi i tuoi figli una, due (se sei
superfortunato) volte all'anno per una settimana al massimo, ma non ti lamenti,
non ne hai le forze, non puoi.
Vedi vivere quello che più o meno ti hanno
raccontato nella fiaba: cambi i-phone ogni 6 mesi, Gucci e LV scintillano, e la
tua Porche affianca la piccola BMW.
“Ho visto tutto” pensi. Ho mangiato dalla
ciotola, ho guidato la Porche, e sono ancora viva. No, non hai visto tutto, hai
appena 30 anni!
Decidi di rimetterti in gioco, un cv dietro
l'altro come ai vecchi tempi, ma questa volta il raggio si riduce a 1 ora di
aereo, ed eccola li, arriva di nuovo!
Re-
"Le facciamo i complimenti per il suo
brillante curriculum. Al momento il nostro staff è al completo, ma ci farebbe piacere incontrarla per un
colloquio per discutere di un tirocinio
formativo (minimo sei mesi) presso la nostra azienda, al termine del quale valuteremo se il suo profilo può essere
inserito nel nostro database"
Ma al peggio non c'è mai fine
Re-
"Ma
lei è sicura che riuscirebbe a vivere nella nostra città?"
Sgrani gli occhi, e rispondi:
Re-
Re-
"Si
senza problemi, ma di sicuro non riuscirei mai a lavorare con lei che non ha
mai messo piede fuori da casa
sua"
Te lo devi!
É li che capisci che il lavoro te lo devi
inventare da te. Te lo devi!”
Alessandra Deidda